Il castello

La Cattedrale

Sorge sulla piazza Mons.Antonio Franco ed è stata costruita su ordine di Ruggero I di Sicilia (conosciuto anche come Gran Conte Ruggero) nel 1094 d.c. e poi ricostruita più vasta tra il 1608 ed il 1642 su disegno del Ferriati.
Il prospetto presenta uno stupendo portale marmoreo del 1485 scolpito da Gabriele de Baptista, l'aquila reale sovrapposta sta a ricordare che la Chiesa era di regio patronato.
All'intero si presenta divisa in tre navate e con 12 colonne di conglomerato e meritano particolare attenzione: una Lapide sepolcrale con tiara pontificia (senza nessuna iscrizione); il Fonte Battesimale ed un'Acquasantiera di Gabriele de Baptista del 1485; una tela del Martirio di San Sebastiano attribuita a G.Salerno (detto lo "Zoppo di Gangi") del XVII secolo; La piccola statua dell'Ecce Homo in alabastro roseo su base sagomata di agata, attribuita a Vincenzo Marabitti del 1771; una tavola di San Marco Evangelista di Deodato Guinaccia del 1581.
Nel transetto si notano: la tela di San Biagio di Pietro Novelli del 1645 (opera firmata) e la tela dell'Immacolata di Filippo Jannelli del 1676.
Nella cappella della Patrona, vi è una statua marmorea di Santa Lucia Vergine e Martire Siracasana, attribuita al Gagini del XV secolo (e da altri al Laurana); ed un'urna di metallo e cristalli con la salma incorrotta del Servo di Dio Monsignor Antonio Franco, Prelato morto in odore di santità il 2 settembre 1626, oggetto di pia devozione da parte del popolo, che lo chiama Beato (anche se non lo è ancora), ed "I cui miracoli, come attesta Mons. Impellizzeri, si constatano ogni giorno" (Archivio Capitolare - Libro Rosso).
Nella Cappella del Sacramento, artistico altare rivestito di marmi pregiati con bassorilievi, e , sotto la mensa, la scultura in un unico blocco di marmo bianco L'Ultima Cena attribuita a  Valerio Villareale del XVIII secolo.
Di rimpetto alla Cattedra Vescovile pende un drappo settecentesco di velluto rosso con ricami: schienale del Senato Luciese che soleva assistere alle sacre funzioni in determinate solennità.
Negli armadi della sagrestia, in noce scolpita (1730 circa) si custodicono ricchi paramenti ricamati in oro e argento o a pittoresco; la catena ferrea (in cofaneto di metallo e cristallo) che Mons. Antonio Franco portava ai lombi, reliquario d'argento dorato alla Santa Croce: alto 35 cm, sulla base rocciosa, disseminata di casette e cespugli, un nodo modanato sorregge la Croce contornata di sbalzi, ornata di bocciuoli e delicatamente bulinata con quattro medaglioni nel recto e nel verso. La perizia con cui è trattato il cesello rileva la mano maestra di un orafa della prima metà del XVI secolo e conferisce al reliquario notevole pregio.
La cattedra possiete inoltre un reliquario della Sacra Spina: alto 70 cm, in origine era un ostensorio d'argento dorato. E' un ricco e leggiadro lavoro a bulino, eseguito da qualche orafo messinese intorno al 1300. Sulla base si notano un'quila bicipide ed uno stemma, mentre attorno al nodo i soo rilevate figurine di santi. Nel 1557 venne aggiunta la parte superiore, in forma di eficoletta a sei pinnaoli con colonnine e quattro angeli adoranti.