La Chiesa "Madonna della Provvidenza"
Cenni Storici
Era l'anno 1938, e Salvatore Alibrando, coniugato con Giuseppa Impala e padre di due figli, si trovava in Spagna durante la guerra civile. In Saragozza (Spagna), sotto le bombe, non lasciava di elevare con la preghiera fiduciosa, il suo pensiero al Signore. Presa in mano, un giorno che più grave era il pericolo, la Corona, iniziò la recita del Rosario, incoraggiato in ciò dai compagni d'armi che in coro rispondevano alla preghiera. Ed ecco dopo la preghiera un voto:
"O Madonna della Provvidenza (era il 24 Agosto, festa della Madonna della Provvidenza in Montalbano Elicona), Vi supplico umilmente a volerci liberare tutti da questo flagello della guerra. Se avrò la fortuna di rivedere la mia famiglia, verrò in pellegrinaggio ai vostri piedi e ginocchioni mi porterò al vostro altare. Vi prometto inoltre che innalzerò a Vostro onore una chiesa grande quanto la mia casa".
Colpito da una pallottola, l'elmetto fu traforato, ma lui, Salvatore Alibrando, non riportò che ferite leggere. Tutti furono salvi. Ritornato nel 1939 in famiglia, suo primo pensiero fu del come soddisfare alla promessa fatta alla Vergine. Dopo vari tentativi per avere in concessione il terreno ove costruire la Chiesa votiva, finalmente il 29 Maggio 1946, nella segreteria del Comune, alla presenza del Commissario prefettizio, di Santa Lucia del Mela, Dott. Michele Burrascano, del sindaco di Pace del Mela Luigi Sciotto, di Mons. Emilio Vasari, Procuratore del Prelato Mons. Luciano Gemei, ha avuto luogo, per mano del notaio Alberto Pagano, l'atto di concessione del terreno comunale per la costruzione del sacro edificio. La concessione s'intendeva fatta esclusivamente allo scopo di costruire una Chiesetta con annesso giardinetto, nonchè un'eventuale casa canonica con accessori. La Curia Prelatizia si impegnava, sotto pena di decadenza della concessione, d'iniziare i lavori della Chiesetta nel termine di anni due dalla fine dalla guerra. Il terreno venne dato al detto Alibrando che, con l'aiuto dei familiari, pose mano alla costruzione della Chiesa, mentre la Curia Prelatizia si obbligava a costruire, entro il perimetro del terreno concesso, una vasca in muratura con relativa fontanina per la raccolta delle acque della locale sorgiva denominata "S. Nicola". Rimasta la fabbrica a metà, venne ultimata, sempre in rustico, verso il 1960 con l'aiuto del Sac. Raffaele Insana, Rettore allora del Seminario luciese, il quale si premurò anche di commissionare a Roma una statua della Madonna della Provvidenza, statua che il 7 ottobre 1963, partendo processionalmente dal Seminario, venne portata a spalla al suo nuovo Santuario in contrada S. Nicola.
Festa Religiosa
Fu in tal modo che ha avuto inizio in montagna la festa della Madonna della Provvidenza, che ha ora luogo ogni anno la domenica dopo il 15 Agosto. Ne cura lo svolgimento un'apposita commissione costituita tra gli abitanti della zona Ficarazza, S. Nicola, Raele, ed anche di S. Lucia del Mela. Non mancano i membri della famiglia Alibrando che ne curano anche la custodia. La festa è preceduta dal Triduo predicato, preghiere e canti devoti, e la vigilia da iniziative folcloristiche e culturali, come per esempio la Sagra del Pane e canti locali.
Il giorno della festa i fedeli, che numerosi vi accorrono, assistono in mattinata alle varie Messe che vi vengono celebrate, mentre nelle ore pomeridiane vengono allegramente intrattenuti da giochi vari e popolari.
Alle ore 18 si svolge, per il vicino stradale asfaltato, la Processione col simulacro della Vergine tra canti devoti e il Rosario scandito e meditato. Nota caratteristica: iniziando la Processione e durante il percorso, viene gettato a piene mani, sulla "vara" e lungo lo stradale, del grano come segno di abbondanza e auspicio di raccolto copioso. Non meno caratteristica è la colazione a sacco, consumata all'ombra delle piante nei pressi della Chiesa e nelle casupole di montagna, che ospitano per l'occasione amici e conoscenti e si tasformano in piccole trattorie avvolte dall'acre odore di carne arrostita, e diventano per la fausta ricorrenza luogo privilegiato per consumarvi in abbondanza succulente carni al forno.



