Il castello

La Chiesa del Sacro Cuore

La Chiesa

Il titolo originario della Chiesa ( 1543 ), già dei Frati Minori, è S. Maria di Gesù; affidata ora ai Padri del Terzo Ordine Regolare.

La chiesa, ad unica navata, venne ricostruita tra il 1881-1883 a spese dei fedeli e del Comune. Nel 1940 fu rifatto il soffitto in legno.

Sul progetto si nota un'aquila reale in marmo bianco. Essa sormontava l'ingresso all'antico convento con la lapide, ricomposta sulla porta laterale che dà nel chiostro, ed era un solenne encomio per l'opera svolta dai frati nel 1687, in occasione di una pubblica calamità.

L'interno della chiesa si presenta ricco di opere d'arte.  Vi si ammirano:

  • Il fonte battesimale, scolpito dal Camelec nel 1567 e qui trasportato dalla chiesa di S.Nicola
  • S. Maria degli Angeli (la Porziuncola) attribuito ad Antonino Biondo (1600), sapientemente restituita al suo splendore dal misero stato in cui vandalicamente nel 1900 l'avevano ridotta i soldati dell'84° Fanteria.
  • Ss. Cosma e Damiano tela di Alonso Rodriguez (1620), proveniente dalla scomparsa chiesa di S.Michele.
  • La Madonna del Carmelo del Filocamo (1718) e S.Antonio di Padova attribuito al medesimo.
  • Pregevolissimo il Crocifisso ligneo, a grandezza naturale, attribuito a frate Umile Pintorno da Petralia (1630), opera altamente espressiva e suggestiva, che riempie l'animo di intima commozione.
  • Accanto all'altare del crocifisso sorge il bel sarcofago in marmo di Carrara del barone Pancaldo (1582).

Con gli artisti, dei quali conosciamo i nomi, bisognerebbe ricordare gli umili marmorari ignoti che, per la provvida sollecitudine della Chiesa e la munificenza dei Prelati, hanno incastonato negli altari tanta varietà di marmi rari e pregiati, che destano l'ammirazione degli intenditori.

Il Convento

Non si sa di preciso la data della sua costruzione ma da alcuni ritrovamenti si pensa possa essere quella del 1521. Dell'antico Convento, detto di S.Maria di Gesù, non resta che il chiostro con le sue 24 colonne di granito, in parte di stile corinzio e altri di ordine dorico. Il Convento era uno dei più grandi e più belli che avessero i Frati Minori in Sicilia. Venne restaurato nel 1603, come si legge tuttora sull'architrave d'ingresso che dal chiostro porta in sagrestia. Secondo alcuni, pare che in questo Convento venisse ospitato l'imperatore Carlo V, di ritorno dalla vittoriosa spedizione in Tunisia. Prima di cadere in completa rovina, l'edificio venne ceduto alla Curia vescovile che lo ha ricostruito e adibito a Istituto di assistenza per minori.