Il castello

La Chiesa di Santa Maria Assunta

Il tempio dedicato alla Madonna Assunta sorge in contrada Misericordia, a pochi passi dal torrente Mela. Esternamente non presenta nessuna particolare caratteristica, mentre al suo interno, ad unica navata, si può ammirare la piccola statua che viene portata in processione il 15 Agosto (giorno dei festeggiamenti). In S. Lucia del Mela la devozione della Madonna Assunta doveva essere nel popolo profondamente radicata da sempre se il 22 ottobre 1769 il neo Prelato Mons. Scipione Ardino, consacrato Vescovo titolare nel marzo dello stesso anno, credette bene di consacrare e dedicare alla Assunzione della Vergine - elevandola nel contempo alla dignità di Basilica - la vetusta Cattedrale normanna, ricostruita dalle fondamenta nei primi decenni del secolo XVII. In seguito a tale solenne dedicazione e consacrazione (a perpetuo ricordo è stata mirata un'iscrizione in marmo sulla porta della navata destra della chiesa che dà in sacrestia) venne commissionato al cappuccino Fra Felice da Palermo il quadrone grande (m. 4 x 6) dell'Assunzione che, inaugurato il 25 dicembre 1771, venne collocato nella parete di fondo dell'abside, dietro l'altare maggiore, dove tuttora si ammira. Ma dove, in questi ultimi tempi, la devozione della Vergine Assunta ha esploso in tutto l'entusiasmo popolare è stato in contrada "Misericordia" con al centro una modesta Chiesa, sorta tra il verde della campagna, dalla parte del torrente Mela. Eletto su amena collinetta, non si ha dove attingere notizie sulla sua origine, ma sicuramente non risale a tempi assai remoti. Nell'elenco delle Chiese rurali stilato da Mons. Moscella (1736) non è menzionato e neppure lo troviamo nel Diario autografo del Servo di Dio Mons. Antonio Franco tra le Chiese da lui visitate. È ricordato solo dal luciese Mons. Giacomo Coccia, che già Arcidiacono e Regio Preposito venne eletto Prelato Ordinario il 15 Novembre 1810, alle Chiese della Prelatura. Santa Maria della Misericordia, egli annota (vedi Archivio della Curia vescovile di S. Lucia dove si conserva l'incontro di Mons. Coccia), Chiesa di campagna sita alla contrada Rosellina, la medesima viene mantenuta sulle rendite del Seminario". È quindi logico credere che l'origine del tempietto risalga proprio al periodo aureo del Seminario trasferito nel 1695 da Mons. Impellizzeri tra le rovine del Castello arabo, accanto al nuovo Santuario della Madonna della Neve e che serviva probabilmente come pio e piacevole luogo di villeggiatura e di svago per i giovani seminaristi. La Chiesetta è dedicata alla "Madonna Assunta", ma non esiste più la prima immagine di carta pesta che si deteriorò totalmente. Quella attuale, che sta sull'altare maggiore, è stata ritirata dal Can. Raffaele Insana, parroco della Cattedrale, nel cui ambito la Chiesa è ubicata, nel 1968. Sempre da Roma e dietro interessamento del Can. Raffaele Insana parroco, nell'anno 1990-91 è stata ritirata un'altra immagine con le braccia aperte in resina che serve per la solenne Processione annuale. La festa dell'Assunta - il 15 agosto di ogni anno - si svolge assai solennemente e con grandissimo afflusso di gente. Tale solennità viene preceduta sempre da un devoto Triduo predicato e con apposite preghiere e canti mariani e la celebrazione Eucaristica.   Inizialmente la festa si svolgeva solo nella zona, compresa la Processione. In un secondo momento, e solo per qualche tempo, la Processione raggiunse la contrada Femminamorta, dopo avere attraversato il torrente Mela, e S. Lucia del Mela salendo per la via Rossellina. Attualmente, e già da alcuni anni, si attraversa la contrada Misericordia, si esce al torrente Mela percorrendo per un tratto, si rientra nella contrada e, fatta una sosta, si celebra la S. Messa con un pensiero conclusivo e quindi si procede per raggiungere la Chiesa. Tutto si svolge in due ore di tempo. La Solenne Processione aperta con la croce astile è seguita dai fedeli con i ceri e quindi il ministro. Al centro viene portata a spalla con grande devozione l'immagine della Madonna Assunta, ornata di fiori ed oro votivo. Segue la banda musicale e quindi i fedeli senza ceri. Durante la Processione, partecipata da una massa di fedeli, si eseguono canti mariani, si recita il S. Rosario commentandone i misteri, intercalandosi con il suono della Banda Musicale. Si chiude con la Benedizione finale e un canto popolare accompagnato dalla Banda.